Da jaima a mattoni: levoluzione dellattesa saharawi

18 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Le abitazioni nei campi profughi sahrawi sono passate dalle tradizionali tende (jaimas) a costruzioni in mattoni, un cambiamento fisico che riflette una realtà amara: la pazienza è diventata struttura. L'ONU definisce questa come una delle crisi di rifugiati più lunghe al mondo, dove l'80% della popolazione dipende da aiuti esterni per sopravvivere.

Un paesaggio di un campo profughi sahrawi combina tende di stoffa logora con case di mattoni incompiute; sullo sfondo, una bandiera dell'ONU sventola su una fila di tende per aiuti umanitari.

Tecnologia dell'adattamento: infrastrutture senza data di scadenza 🏗️

La costruzione stabile implica l'accesso a materiali come blocchi di cemento e tetti in eternit, tecniche che richiedono logistica e finanziamenti. Tuttavia, l'UNHCR e il WFP segnalano tagli al bilancio che influenzano la distribuzione di cibo e acqua. Il paradosso è chiaro: si costruiscono muri mentre l'assistenza di base crolla, generando una dipendenza umanitaria che la stessa infrastruttura perpetua.

Il mattone aspetta anch'esso: l'ONU chiede fondi per il prossimo muro 🧱

I rifugiati sono passati dall'attendere sotto un telo a farlo sotto un tetto di cemento. L'ONU avverte che mancano soldi per gli aiuti vitali, ma nessuno dice nulla sul prezzo del mattone. Forse la soluzione non è tornare alla tenda, ma chiedere che i prossimi muri abbiano almeno una finestra con vista sull'indipendenza. Nel frattempo, continuiamo a costruire e ad aspettare.