La startup DAIMON Robotics, guidata da Michael Yu Wang, ha lanciato un dataset onni-modale per l'intelligenza fisica. L'obiettivo è che le mani robotiche possano sentire il mondo come gli umani, integrando il tatto con altri segnali sensoriali per ottenere una manipolazione abile in ambienti reali e non strutturati.
Dati tattili per una manipolazione più precisa 🤖
Il dataset combina informazioni provenienti da telecamere, sensori di forza e contatto, insieme a dati di posizione e coppia di ogni giunto. Ciò consente ai modelli robotici di imparare ad adattare la pressione e la presa in base all'oggetto. Wang mira a superare l'attuale limitazione dei robot, che operano alla cieca in compiti di precisione. Con questo database, i sistemi possono anticipare l'attrito e la deformazione dei materiali, avvicinandosi alla destrezza umana nella produzione e nell'assistenza.
Il giorno in cui il tuo robot smetterà di schiacciare il pane in cassetta 🍞
Finora, chiedere a un robot di prendere un uovo era una roulette russa culinaria. Con questo dataset, forse smetteranno di trattare le fragole come se fossero mattoni. Certo, bisognerà vedere se impareranno anche a non confondere un braccio umano con una provetta. La rivoluzione tattile promette meno oggetti rotti, anche se l'ironia è che il primo robot con tatto fine probabilmente lo userà per evitare di rifare il letto.