Il dibattito sulla casa si concentra solitamente sulla velocità di costruzione e sui nuovi materiali. Ma il vero ostacolo non è tecnico: è la speculazione sfrenata. Finché il suolo rimarrà un asset finanziario nelle mani di pochi, qualsiasi progresso nell'edilizia sarà irrilevante per chi non può permettersi un affitto. La soluzione passa attraverso politiche pubbliche che regolino il mercato, non da più startup edilizie.
La fallacia dell'efficienza costruttiva come soluzione unica 🏗️
Per quanto la stampa 3D o la prefabbricazione riducano costi e tempi, il prezzo finale di una casa dipende per il 60% dal suolo. Se quel suolo è accaparrato da grandi proprietari o fondi di investimento, la casa sarà sempre cara. L'innovazione tecnica è utile, ma senza una banca pubblica che acquisisca e gestisca suolo per uso residenziale, e senza limiti legali agli affitti, continueremo a pagare prezzi da lusso per appartamenti minimi. Lo Stato deve intervenire direttamente.
Costruisci veloce, ma paga il suolo come se fosse oro 💰
Certo, possiamo costruire un edificio in tre giorni con tecnologia all'avanguardia. Poi scopriamo che il metro quadro del terreno costa quanto un'auto di fascia alta. È come vendere un menu da ristorante a prezzo da stella Michelin ma con ingredienti scaduti. La prossima volta che un guru promette case economiche con la stampa 3D, chiedigli quanto vale il terreno dove intende stampare. Spoiler: non lo dirà.