L'autrice, una donna nera e lesbica, affronta con iniziale scetticismo l'antologia a fumetti Chapo Trap House: Year One, creata da Chris Wade e Joel Sinensky con l'arte di David Cousens. Riconosce che il gruppo 'dirtbag left' è spesso insensibile verso identità come la sua, ma si avvicina con mente aperta e scopre un lavoro solido nel complesso. Delle cinque storie, tre hanno premesse eccellenti, spicca No Pasaran, un racconto storico romanzato su soldati statunitensi contro il fascismo in Spagna, con personaggi diversi e una vivida rappresentazione degli orrori della guerra.
Il processo creativo dietro la vignetta: dalla sceneggiatura all'arte finale 🎨
La realizzazione di questa antologia ha richiesto un coordinamento preciso tra sceneggiatori e disegnatore. Wade e Sinensky hanno costruito narrazioni che passano dall'umorismo acuto al dramma storico, mentre Cousens ha applicato uno stile di linea chiara con tocchi espressionisti per le scene di combattimento. La tavolozza dei colori, prevalentemente seppia e grigio in No Pasaran, rafforza l'atmosfera della Guerra Civile Spagnola. Ogni pagina è stata progettata per bilanciare testo e vignetta, privilegiando la leggibilità senza sacrificare la densità visiva richiesta dal fumetto politico.
Quando i 'dirtbag left' ti sorprendono con la diversità storica 🤯
L'autrice ammette che si aspettava di trovarsi di fronte a un pamphlet grossolano, ma No Pasaran le è venuto incontro con personaggi queer e persone di colore che lottano spalla a spalla contro il fascismo. Insomma, anche un gruppo di provocatori bianchi può dare una lezione di rappresentazione a più di uno. Certo, lo scetticismo iniziale non scompare del tutto: si legge e si pensa, beh, almeno non hanno infilato una battuta sui bagni inclusivi in mezzo a una trincea. Ironie dell'arte.