La storica Francesca Cappelletti sostiene che scrivere una biografia di Caravaggio è quasi impossibile. L'artista è avvolto in strati di mitologia che distorcono la sua figura. Nel suo nuovo libro, l'autrice evita la narrazione lineare e sceglie di ricostruire la sua vita a partire da dieci dipinti chiave, dal Bacchino malato al Martirio di Sant'Orsola. La chiave sta nei documenti giudiziari.
Il fascicolo giudiziario come fonte di dati storici 🗂️
Cappelletti sfrutta la litigiosità del pittore per accedere a registri affidabili. Ogni rissa, ogni arresto e l'omicidio di Ranuccio Tomassoni nel 1606 furono registrati in atti notarili e processi giudiziari. Questi documenti permettono di tracciare il suo arrivo a Roma alla fine del XVI secolo, la sua ascesa professionale tramite commissioni di alto livello e la sua caduta in disgrazia. L'autrice filtra la leggenda ed estrae dati concreti da ogni incidente.
Il metodo Cappelletti: meno mito, più verbali di polizia ⚖️
Se Caravaggio avesse saputo che le sue risse di strada sarebbero servite per scrivere un libro secoli dopo, forse avrebbe cercato di comportarsi un po' meglio. O forse no, perché così avrebbe lasciato meno prove. Il genio del chiaroscuro era un esperto nel creare ombre nei suoi quadri e anche nei tribunali. Grazie alla sua passione per i guai, oggi abbiamo dati dove prima c'erano solo leggende.