Il 23 maggio 1992, la strage di Capaci scosse l'Italia: un attentato con esplosivo uccise il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Fu un colpo diretto contro lo Stato. Nel Giorno della Legalità, il presidente Sergio Mattarella ha ricordato le vittime e sottolineato che quella violenza scatenò una reazione civica che portò la mafia a sconfitte irreversibili.
Come la tecnologia forense ha aiutato a smantellare Cosa Nostra 🕵️
Le indagini successive a Capaci hanno sfruttato i progressi in balistica, analisi degli esplosivi e sistemi informatici per tracciare le comunicazioni dei clan. L'uso di database del DNA e software di riconoscimento di pattern ha permesso di collegare prove che prima rimanevano sparse. Strumenti come i sistemi di geolocalizzazione e l'analisi dei metadati telefonici sono stati fondamentali per ricostruire le reti dei capi e i loro movimenti finanziari.
Se la mafia usasse Scrum, l'attentato sarebbe durato tre sprint 💥
I mafiosi pianificarono l'attacco con mesi di anticipo, scavarono un tunnel e piazzarono mezza tonnellata di esplosivo. Un vero progetto waterfall. Se avessero applicato metodologie agili, forse avrebbero fatto una demo dell'attentato in due settimane, ricevuto feedback dai capi e fatto un pivot verso qualcosa di più discreto, come una truffa immobiliare. Alla fine, scelsero la strada lunga e persero.