L'Europa destina ogni anno miliardi per modernizzare il suo arsenale nucleare e i sistemi di difesa, mentre gli ospedali collassano e le liste d'attesa educative si allungano. Risulta paradossale che nazioni con modelli sociali avanzati diano priorità alla deterrenza militare rispetto alla cura dei bisogni primari. Un'alternativa sensata sarebbe vincolare qualsiasi aumento della spesa difensiva a un incremento proporzionale delle voci sociali, evitando che la sicurezza venga finanziata a scapito della salute o della casa dei cittadini.
Il costo opportunità nell'innovazione bellica ⚖️
Da una prospettiva tecnica, i sistemi di missili ipersonici e i programmi di modernizzazione delle testate nucleari richiedono investimenti miliardari in R&S e manutenzione. Ogni euro destinato a questi fini è un euro che non arriva alle tecnologie sanitarie, come le apparecchiature per risonanza magnetica o i sistemi di telemedicina, né alle infrastrutture educative digitali. Il dilemma non è tecnologico, ma di priorità: si può sviluppare una difesa avanzata senza trascurare l'investimento nel capitale umano, a patto che vengano stabiliti tetti di bilancio vincolanti che garantiscano una ripartizione equilibrata.
Missili che curano il raffreddore (o no) 🤒
È curioso che gli stessi governi che affermano di non avere fondi per rinnovare i letti di un ospedale tirino fuori dal cilindro del bilancio milioni per un nuovo lotto di bombe intelligenti. Forse dovrebbero provare a lanciare missili con ricette mediche o installare rampe di lancio nucleari che eroghino borse di studio. Nel frattempo, i cittadini possono consolarsi pensando che, almeno, la loro casa avrà un'eccellente protezione antiaerea, anche se cade a pezzi per mancanza di manutenzione.