La promessa di creare organi su misura, carne in provetta ed esseri viventi progettati in laboratorio avanza senza sosta, mascherando da progresso ciò che è una torre di Babele genetica. L'umano diventa il progettista della propria gabbia, confondendo il possibile con il doveroso. Il mistero della vita, quello che ci rendeva umili di fronte alla nascita e alla morte, si riduce a un problema di ingegneria senz'anima.
Ingegneria genetica: dal codice sorgente alla produzione in serie 🧬
La biologia sintetica opera come un'officina di riparazioni: si prendono batteri, si inseriscono sequenze di DNA sintetico e si programma il loro comportamento come se fossero robot di carne. Si coltivano organoidi in piastre di Petri, si stampano tessuti in 3D con bio-inchiostro e si modificano geni con forbici molecolari come CRISPR. Il risultato sono sistemi viventi progettati per produrre insulina, legno o persino cuoio, mentre i filosofi si chiedono se un cuore di laboratorio batta con la stessa dignità di uno naturale.
E poi si chiedono perché il fegato in provetta ha l'ansia 🤖
La cosa divertente è che, mentre gli scienziati si affannano a programmare cellule staminali affinché non diventino cancerogene, il resto del mondo si chiede se la bistecca di laboratorio saprà di pollo o di tristezza esistenziale. Nessuno ha previsto che un pancreas artificiale possa avere crisi d'identità o che un rene stampato in 3D esiga giorni di ferie. Ma vabbè, almeno abbiamo carne senza sensi di colpa e organi di ricambio; manca solo che vengano con manuale di istruzioni e garanzia di reso.