Benjamín Prado scrive la sua vita mentre la malattia avanza senza tregua

19 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Lo scrittore Benjamín Prado ha pubblicato un libro di memorie in cui ripercorre la sua traiettoria letteraria e personale mentre affronta una malattia neurologica incurabile. L'autore definisce la scrittura come un atto di resistenza e onestà, sebbene ammetta di poter ancora fingere di stare meglio di quanto realmente si trovi. L'opera affronta la sua lotta quotidiana contro un male che avanza in modo inevitabile.

writer sitting at a wooden desk in a dim study, typing on a vintage mechanical typewriter while an abstract glowing neural pathway slowly fades from his temple, scattered pages with handwritten corrections overlap medical documents and pill bottles, a cracked mirror behind him reflects a younger version of himself, cinematic photorealistic style, warm amber desk lamp contrasting cold blue window light, dust particles suspended in air, visible tremor in his hand during the typing motion, ink bleeding from the typewriter ribbon onto paper, medical monitor displaying a flatlining EEG line in the background reflection, ultra-detailed textures of paper grain and metal keys, dramatic chiaroscuro lighting

La memoria come sistema di backup per un disco rigido che si guasta 📀

Prado trasforma la sua scrittura in un processo di scaricamento di dati personali. Ogni capitolo funziona come un file che preserva i ricordi prima che la malattia li cancelli. L'autore non usa metafore tecnologiche, ma il meccanismo ricorda un backup manuale: seleziona frammenti della sua vita, li ordina e li fissa sulla carta. La progressione del male neurologico agisce come un virus che corrompe settori della sua memoria, costringendolo a dare priorità a cosa conservare e cosa lasciar andare.

Il trucco di fingere di stare bene (come la modalità aereo del corpo) ✈️

Prado confessa di scrivere per fingere di stare meglio di quanto non stia. Insomma, la stessa cosa che facciamo tutti quando diciamo sto bene mentre il caffè ci cade dalle mani. L'autore ha perfezionato l'arte di mettere una bella faccia mentre il suo sistema nervoso gli gioca brutti scherzi. Se fosse un videogioco, sarebbe quel momento in cui il personaggio ha 1 punto vita ma continua a muoversi come se nulla fosse, solo senza possibilità di riavvio.