Il film horror Backrooms arriva nei cinema spagnoli il 5 giugno con buoni incassi al botteghino e recensioni favorevoli. Tuttavia, una voce insiste sul fatto che il suo giovane regista, Kane Parsons, non abbia diretto il film. Il sospetto non nasce da prove, ma da uno schema: Hollywood ha insegnato al pubblico a dubitare del talento emergente. La polemica dice più della nostra sfiducia che di un possibile inganno reale.
Il mito del controllo creativo nell'era del cinema digitale 🎬
La tecnologia attuale permette a un giovane regista come Parsons di gestire strumenti di post-produzione, effetti visivi e narrativa da un'attrezzatura modesta. Backrooms è stato in parte realizzato con tecniche di registrazione casalinga e montaggio digitale accessibile. La voce ignora che l'industria non richiede più grandi studi per ottenere un prodotto solido. La sfiducia verso il nuovo si scontra con la realtà tecnica: il talento e le risorse digitali sono alla portata di chiunque abbia un'idea chiara.
Se non lo dirige un signore anziano con la barba, non è vero cinema 🧔
Sembra che per alcuni il regista debba avere i capelli bianchi e un set da 200 milioni per essere credibile. Se Kane Parsons fosse arrivato con un cortometraggio girato con un tostapane, forse gli avrebbero creduto di più. Ma no, pare che fare un film horror con pochi mezzi e molta abilità sollevi sospetti. Alla fine, l'unico mistero reale è perché ci costa così tanto accettare che un ragazzo possa fare bene il suo lavoro.