Álvaro Arbeloa ha confermato questo venerdì che la partita di sabato contro l'Athletic Club sarà la sua ultima come allenatore del Real Madrid. Il tecnico, che ha preso le redini quattro mesi fa dopo la partenza di Xabi Alonso, ha espresso il desiderio che questo addio sia un arrivederci, poiché considera il club la sua casa dopo due decenni legato ad esso in vari ruoli. L'annuncio arriva in un momento delicato per la squadra.
Analisi tattica: l'eredità di una panchina di transizione 🧠
Nei suoi quattro mesi al comando, Arbeloa ha implementato uno schema 4-3-3 con pressione alta, ma la mancanza di un centrocampista difensivo di garanzia ha limitato l'uscita del pallone. I dati di possesso sono migliorati del 12% rispetto alla gestione di Alonso, sebbene l'efficacia in area avversaria sia calata dell'8%. La difesa, il suo punto di forza come giocatore, ha mostrato crepe nelle transizioni rapide. La sua uscita lascia dubbi sulla continuità del progetto tattico a medio termine.
Arbeloa se ne va: il curriculum che non ha bisogno di aggiornare 😅
Almeno Arbeloa se ne va con un bonus: non dovrà pagare il trasloco del suo ufficio. Con 20 anni in casa, sa dove sono le chiavi dello spogliatoio, i codici della lavanderia e la password del wifi dello stadio. Certo, la sua eredità tattica durerà quanto il tempo che impiegherà il nuovo allenatore a dire: Ragazzi, dimenticate quello che avete visto. Il calcio è così: a volte te ne vai, ma il club resta la tua casa, anche se ti cambiano la serratura.