Apple si trova di fronte a un dilemma da manuale: permettere alle app dell'App Store di eseguire agenti di intelligenza artificiale in grado di generare ed eseguire codice in tempo reale. La WWDC 2026 potrebbe essere il palcoscenico per annunciare questo cambiamento, anche se le tempistiche sono incerte. Il problema di fondo è che le regole attuali, progettate per app statiche, entrano in conflitto con la natura dinamica di questi assistenti autonomi.
Il codice che si modifica da solo sfida la revisione di Apple 🤖
L'ostacolo tecnico è concreto: le norme vigenti impediscono a un'app di eseguire codice scaricato che ne alteri il comportamento dopo l'approvazione. Gli agenti di IA, invece, necessitano di generare script, spostare dati tra applicazioni e completare attività senza intervento umano. Questo esula dal sistema di revisione tradizionale, che analizza uno stato fisso dell'app. Apple sta studiando la creazione di una categoria speciale che permetta una certa esecuzione dinamica in una sandbox più restrittiva, ma senza compromettere la sicurezza dell'ecosistema.
Tim Cook assume un mago per prevedere cosa farà il suo stesso App Store 🔮
Mentre gli ingegneri di Cupertino cercano di mettere porte al campo digitale, gli sviluppatori già si fregano le mani. L'ironia è che Apple, che vanta il controllo più ferreo del settore, ora deve fidarsi che i suoi agenti di IA non impazziscano e inizino a richiedere abbonamenti senza permesso. Il prossimo passo sarà vedere un Genius Bar risolvere bug con un mazzo di tarocchi. Tutto molto in linea con la casa: rivoluzione tecnologica, ma con un manuale di istruzioni grande quanto la Bibbia.