Il Comitato d'Appello ha confermato la squalifica di 13 partite al portiere del Real Zaragoza, Esteban Andrada, dopo aver respinto il suo ricorso personale. L'estremo difensore ha sostenuto assedio psicologico e provocazione fisica da parte di Jorge Pulido, della SD Huesca, ma il comitato ha ritenuto che i fatti non giustificassero una riduzione della pena.
La tecnologia VAR e il suo limite nell'interpretazione dei conflitti 🎥
Il caso di Andrada mette sul tavolo i limiti del VAR e dei sistemi di revisione arbitrale. Sebbene la tecnologia permetta di analizzare le giocate con precisione millimetrica, non può valutare fattori soggettivi come l'assedio psicologico o le provocazioni. I sensori di campo e le telecamere ad alta definizione catturano ciò che è visibile, ma non registrano il contesto emotivo né le interazioni precedenti tra i giocatori. La decisione finale spetta ai comitati, che interpretano i fatti da una prospettiva regolamentare e non tecnica.
Andrada, il portiere che ha voluto appellare e si è ritrovato senza parare 🧤
Andrada ha cercato di infilarsi sul lato corto della giustizia sportiva, ma il Comitato gli ha chiuso la porta. Ha sostenuto che Pulido lo ha provocato, ma i giudici hanno visto più una pedata volante che un abbraccio di conforto. Ora, il portiere avrà 13 giornate per riflettere se era meglio rimanere in area o aver tentato un ricorso con più fondamento. Meno male che in panchina non c'è il VAR per giudicare la sua strategia legale.