L'Autorità Indipendente per la Protezione dei Segnalatori ha lanciato un chiaro avvertimento: la legge spagnola non è all'altezza della direttiva europea. Segnala che l'attuale protezione copre solo coloro che denunciano a questo organo, escludendo chi si rivolge alla Procura, ai tribunali o alla polizia. Inoltre, critica il termine massimo di due anni di tutela e la perdita di protezione se la denuncia viene respinta. L'organismo ha ricevuto 174 segnalazioni nel suo primo quadrimestre e ha protetto solo 17 persone.
Blockchain e anonimato: la tecnologia che potrebbe blindare il segnalatore 🔗
L'implementazione di sistemi decentralizzati come la blockchain potrebbe risolvere le carenze tecniche della legge. Un registro immutabile e crittografato delle segnalazioni permetterebbe alla persona di allertare senza esporre la propria identità, anche se il caso passa alla polizia o ai tribunali. La direttiva europea richiede canali sicuri e confidenziali, qualcosa che la tecnologia attuale può garantire senza termini arbitrari di protezione. La Spagna dovrebbe integrare queste soluzioni per evitare che un rifiuto amministrativo cancelli la storia probatoria del segnalatore.
Due anni di protezione: la toppa temporanea che Bruxelles non ha chiesto ⏳
La legge concede due anni di tutela al segnalatore, come se la corruzione avesse una data di scadenza. Se il caso si protrae, il segnalatore rimane solo; se la denuncia viene respinta, perde il paracadute. Con 174 segnalazioni e solo 17 protetti, più che una legge sembra un gioco di sedie musicali dove i coraggiosi restano in piedi. La direttiva europea non fissa una data, ma la Spagna ha deciso che il valore civico ha una scadenza.