Germania propone zero schermi per bambini sotto i tre anni

31 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

La ministra tedesca della Famiglia, Karin Prien, ha proposto una misura che potrebbe cambiare l'infanzia digitale: i bambini sotto i tre anni non dovrebbero usare schermi. Inoltre, suggerisce di valutare lo sviluppo del linguaggio a quattro anni negli asili nido e di rafforzare il sostegno scolastico prima della scuola primaria. La proposta mira a limitare il consumo digitale infantile e proteggere la loro salute con azioni concrete.

Scena fotorealistica di un bambino che allunga la mano verso un tablet su un tavolino mentre un genitore reindirizza dolcemente il bambino verso blocchi di legno sul pavimento, soggiorno luminoso con luce naturale soffusa, mani del bambino che toccano mattoncini colorati invece dello schermo luminoso, un piccolo smartphone a faccia in giù su uno scaffale fuori portata, flashcard per logopedia e un libro per bambini visibili su un cuscino vicino, atmosfera familiare calda, composizione cinematografica, profondità di campo ridotta che si concentra sul viso del bambino che mostra curiosità, leggera sfocatura di movimento della mano del genitore che allontana il dispositivo, concetto di infanzia sana senza digitale, texture ultra-dettagliate di legno e tessuto

Valutazione del linguaggio e controllo digitale nell'infanzia 🧠

L'iniziativa include una revisione obbligatoria del parlato a quattro anni per individuare precocemente ritardi. È previsto anche un potenziamento educativo prima della scuola primaria. Dal punto di vista tecnico, ciò implica che gli asili nido dovranno implementare test standardizzati e coordinarsi con logopedisti. Prien non esclude leggi per regolamentare il tempo davanti agli schermi, un passo che diversi paesi osservano con attenzione.

Il piano anti-schermi che farà piangere i genitori (e i bambini) 😅

La proposta arriva proprio quando i genitori avevano scoperto che un episodio di cartoni animati regalava loro 10 minuti di silenzio. Ora, senza schermi, bisognerà tornare a interagire con i figli faccia a faccia. Certo, la ministra non ha detto chi calmerà il bambino di due anni al supermercato mentre aspetta il pane. Forse il prossimo passo sarà una legge per vietare i capricci.