Germania discute cedere più potere di sorveglianza alla sua intelligence interna

29 May 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il presidente dell'Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione, Selen, ha richiesto poteri ampliati per infiltrarsi nei dispositivi e utilizzare il riconoscimento facciale con IA. La proposta mira a rafforzare la prevenzione dei pericoli, ma il commissario per la Protezione dei Dati, Kramer, avverte che trasformare l'agenzia in un servizio di intelligence attivo offusca la sua funzione originale e la separazione dalla polizia.

Ufficiale dei servizi segreti che regola un drone di sorveglianza su una città europea, schermo tattile che mostra mappa termica e riconoscimento facciale con IA, cavi dati collegati a un server portatile, secondo agente che controlla un tablet con icone di dispositivi infiltrati, sfondo di edifici governativi sfocati, stile cinematografico fotorealistico, illuminazione blu metallica degli schermi, ombre drammatiche, texture tecnica dell'hardware, angolazione bassa che mostra azione di monitoraggio in tempo reale

Sorveglianza digitale: infiltrazione remota e algoritmi predittivi 🕵️

La richiesta di Selen include l'accesso remoto a computer e cellulari senza notifica preventiva, nonché l'uso di sistemi di riconoscimento facciale in tempo reale e algoritmi di IA per analizzare modelli comportamentali. Queste tecniche, comuni nei servizi di intelligence estera, verrebbero applicate a cittadini tedeschi all'interno del paese. Dal punto di vista tecnico, la misura implicherebbe violare crittografie e aggirare protezioni della privacy, sollevando dubbi sulla sua legalità e sul controllo giudiziario.

Una polizia segreta con un nome più lungo? 🤖

Kramer lo riassume chiaramente: l'ufficio non è una polizia segreta, ma i nuovi poteri lo avvicinano pericolosamente a esserlo. Forse il prossimo passo sarà cambiargli nome in qualcosa di più altisonante, come Agenzia Federale di Spionaggio Domestico Amichevole. Nel frattempo, i cittadini tedeschi si chiedono se il loro prossimo selfie finirà in un database dell'intelligence, etichettato come possibile rischio per aver sorriso troppo.