Stampante 3D Voron modificata usa calore residuo di mining Bitcoin

Pubblicato il 18 March 2026 | Tradotto dallo spagnolo

Lo sviluppatore PizzAndy presenta un prototipo che integra il mining di Bitcoin con la stampa 3D. Il sistema riutilizza il calore generato dai chip ASIC minerari per riscaldare il letto di una stampante Voron. Questa soluzione è rivolta a fattorie di stampa che operano in modo continuo, dove il calore residuo può compensare parte del costo energetico del riscaldamento del letto. 🔥

Una impresora 3D Voron con un minero ASIC integrado. El calor de los chips calienta la cama de impresión, uniendo dos tecnologías en un sistema eficiente.

Integrazione tecnica e visione modulare ⚙️

Il prototipo attuale utilizza la piastra di alluminio del letto di stampa come dissipatore per quattro chip ASIC, raggiungendo una prestazioni di 500 GH/s mantenendo una temperatura stabile di 75°C. Il piano futuro è creare un sistema modulare basato su tessere, ognuna con 16 chip. Questo design scalabile mira a raggiungere tra 10 e 30 TH/s, e permetterebbe un riscaldamento zonale del letto per un controllo preciso con diversi materiali.

Quando la tua stampante ti paga il filamento (in satoshi) 💡

È il sogno di ogni maker: che la macchina non solo consumi elettricità, ma cerchi di contribuire alla spesa. Mentre stampa un portalampade, la stampante mineraria è occupata a generare centesimi di criptovaluta. Certo, probabilmente le prestazioni non bastano per pagare il rocchetto di PLA, ma almeno la bolletta della luce fa un po' meno male. Un passo in più verso l'autosufficienza dei laboratori, un passo da gigante per la giustificazione di progetti davanti a chi condivide l'abitazione.