Il film Sirat, del regista galiziano Oliver Laxe, arriva alla 98ª edizione degli Oscar con due nomination: Miglior Film Internazionale e Miglior Sonoro. Dopo una preselezione in più categorie, competterà finalmente in queste. In internazionale si misura con film di Iran, Norvegia, Tunisia e Brasile. In sonoro, il suo team, composto integralmente da donne, fa storia essendo il primo con questa caratteristica a essere nominato.
Il design sonoro come personaggio: un team tecnico pionieristico 🎧
La nomination al Miglior Sonoro mette in evidenza il lavoro di un team tecnico formato solo da donne: la sound designer Amanda Villavieja e le mixer Eva Valiño e Carolina Santana. Il loro lavoro in Sirat va oltre l'ambientazione; il suono costruisce l'atmosfera desolata e contemplativa del paesaggio marocchino, agendo come un elemento narrativo centrale. Questo approccio tecnico, lontano dai grandi rumori di Hollywood, dimostra come la precisione e la texture uditiva possano definire un film.
Mammiferi contro dinosauri nella giungla del Dolby Theatre 🦕
Oliver Laxe aveva già avvertito della dinamica: il suo film a basso budget è un piccolo mammifero di fronte ai dinosauri dell'industria. Mentre i blockbuster competono in decibel ed effetti spettacolari, Sirat punta sul sussurro del vento e sul silenzio. È come portare una bicicletta a una gara di Formula 1. Ma, chissà, nella notte degli Oscar a volte vince l'astuzia del topo, soprattutto se la giuria apprezza che si senta ogni granello di sabbia.