Simon Spurrier svela 'The Voice Said Kill', un thriller psicologico nelle paludi

Pubblicato il 14 March 2026 | Tradotto dallo spagnolo

In una recente intervista, lo sceneggiatore Simon Spurrier ha analizzato il suo romanzo grafico The Voice Said Kill, realizzato insieme all'artista Vanesa Del Rey. L'opera è un thriller psicologico che mescola la tensione di Fargo con l'atmosfera opprimente di Deliverance, situato nelle paludi della Florida. Spurrier esplora temi come il trauma e le voci interne, seguendo un protagonista la cui lotta psichica esplode in violenza all'interno di un ambiente claustrofobico.

Un hombre atormentado mira su reflejo en aguas pantanosas, mientras siluetas amenazantes y voces distorsionadas emergen de la espesura.

Il motore narrativo: rendere la psiche attraverso l'arte e la sceneggiatura 🎨

La costruzione di questa storia funziona come un processo di sviluppo integrato. Spurrier evidenzia la collaborazione con Del Rey come un pilastro tecnico. La sua arte, con un tratto organico e una palette di colori terrosi, agisce come il motore di rendering che materializza l'atmosfera e la tensione. La sceneggiatura fornisce l'architettura dei dati: i dialoghi e i monologhi interni che definiscono la corruzione del protagonista. Insieme, sincronizzano narrazione e visuali per generare un'esperienza immersiva.

Quando il tuo dialogo interno non suggerisce terapia, ma un crimine 😱

Spurrier ci ricorda che tutti abbiamo quella vocina interna. La differenza è che la nostra di solito si limita a suggerire una seconda porzione di dessert o procrastinare. Quella del protagonista di questo romanzo, invece, ha un piano di progetto più ambizioso e delittuoso. È come se, invece di usare un promemoria sul cellulare, la tua mente decidesse di passare direttamente all'azione violenta. Un promemoria che, a volte, ignorare quella voce è la migliore opzione di produttività.