Paramount riaccende la polemica con l'ingaggio di Max Landis per G.I. Joe

Pubblicato il 02 March 2026 | Tradotto dallo spagnolo

Paramount Pictures ha generato un intenso dibattito nell'industria designando Max Landis come produttore esecutivo del riavvio di G.I. Joe. Landis, il cui nome è stato associato a molteplici accuse di abuso e che è scomparso dai crediti a Hollywood dal 2019, torna con un ruolo chiave in una franchise principale. Sebbene Danny McBride sarà lo sceneggiatore principale, la sola partecipazione di Landis ha scatenato un rifiuto massiccio sui social media, dimostrando che lo scrutinio pubblico ora inizia nella fase di sviluppo, molto prima delle riprese.

Logotipo de G.I. Joe junto a la silueta de Max Landis, con un fondo de titulares de prensa controvertidos.

L'impatto dello scandalo nella preproduzione e nella narrativa 🎬

Questa decisione colloca il progetto in una posizione vulnerabile dalla sua fase più precoce. La preproduzione, fase critica per definire il tono, il team creativo e la fattibilità commerciale, ora deve gestire anche la reputazione del film. La narrativa pubblica sulla película non si costruisce più solo con trailer o poster, ma con notizie di casting e assunzioni. Lo studio rischia che l'ombra dello scandalo offuschi il lavoro del resto del team, incluso quello di McBride, e che il dibattito si concentri sull'etica dell'assunzione piuttosto che sul potenziale della storia. Questo ridefinisce la gestione delle crisi, obbligando gli studi a valutare il costo reputazionale di ogni firma nella sceneggiatura.

Un punto di svolta per la responsabilità a Hollywood? ⚖️

Il caso Landis e G.I. Joe pone una domanda scomoda: la cultura di impunità a Hollywood è davvero cambiata dopo movimenti come MeToo? La reazione del pubblico suggerisce che la tolleranza è diminuita, ma le decisioni degli studi non sempre si allineano con ciò. Paramount, reintegrando una figura così controversa, mette alla prova i limiti di questa nuova moralità. Il risultato di questa polemica stabilirà un precedente su se la pressione collettiva possa realmente alterare il corso di una produzione da miliardi o se, ancora una volta, il business prevalga sullo scrutinio etico.

La polemica intorno alla figura del creatore può essere separata dall'analisi della sua narrativa visiva e del suo impatto su una franchise cinematografica?

(PD: Il previz nel cinema è come lo storyboard, ma con più possibilità che il regista cambi idea.)