Messico frena importazione cinese, ma la scorta è già dentro

Pubblicato il 13 March 2026 | Tradotto dallo spagnolo

A partire da gennaio 2026, il Messico applica un dazio del 50% sulle auto di origine cinese, una misura con chiare tinte politiche e protezioniste. Tuttavia, la strategia arriva tardi. I produttori cinesi, anticipandosi al blocco, hanno saturato il mercato messicano durante tutto il 2025. Il risultato: più di 625.000 unità importate, facendo del Messico il principale cliente dell'automotive cinese. Un terzo del mercato locale è già occupato da questi veicoli.

Un muelle portuario mexicano repleto de autos chinos nuevos, con banderas de ambos países ondeando sobre la carga ya descargada.

Il vantaggio tecnologico arrivato prima del muro 🚀

Questo stock massiccio permette di analizzare la proposta cinese in condizioni reali. Molti di questi modelli incorporano sistemi di infointrattenimento con schermi touch di grande dimensione e connettività nativa. In elettrificazione, offrono opzioni con autonomie dichiarate superiori a 400 km, a prezzi inferiori ai loro concorrenti tradizionali. La loro presenza forzerà altre marche ad adattare i loro equipaggiamenti di serie in segmenti chiave, accelerando l'adozione di certe tecnologie nel mercato locale.

Il dazio: un saluto alla bandiera con l'auto già in garage 🧐

La misura governativa sembra un gesto simbolico, come chiudere la porta quando l'ospite non solo è entrato, ma si è accomodato sul divano e ha messo il suo programma preferito. I concessionari hanno inventario per mesi, forse anni, di vendite senza dazio. Il consumatore finale non noterà il cambiamento a breve termine, mentre i produttori cinesi, con la quota assicurata, possono dedicarsi a osservare come si sviluppa il gioco dalla loro comoda poltrona già installata nel paese.