A partire da gennaio 2026, il Messico applica un dazio del 50% sulle auto di origine cinese, una misura con chiare tinte politiche e protezioniste. Tuttavia, la strategia arriva tardi. I produttori cinesi, anticipandosi al blocco, hanno saturato il mercato messicano durante tutto il 2025. Il risultato: più di 625.000 unità importate, facendo del Messico il principale cliente dell'automotive cinese. Un terzo del mercato locale è già occupato da questi veicoli.
Il vantaggio tecnologico arrivato prima del muro 🚀
Questo stock massiccio permette di analizzare la proposta cinese in condizioni reali. Molti di questi modelli incorporano sistemi di infointrattenimento con schermi touch di grande dimensione e connettività nativa. In elettrificazione, offrono opzioni con autonomie dichiarate superiori a 400 km, a prezzi inferiori ai loro concorrenti tradizionali. La loro presenza forzerà altre marche ad adattare i loro equipaggiamenti di serie in segmenti chiave, accelerando l'adozione di certe tecnologie nel mercato locale.
Il dazio: un saluto alla bandiera con l'auto già in garage 🧐
La misura governativa sembra un gesto simbolico, come chiudere la porta quando l'ospite non solo è entrato, ma si è accomodato sul divano e ha messo il suo programma preferito. I concessionari hanno inventario per mesi, forse anni, di vendite senza dazio. Il consumatore finale non noterà il cambiamento a breve termine, mentre i produttori cinesi, con la quota assicurata, possono dedicarsi a osservare come si sviluppa il gioco dalla loro comoda poltrona già installata nel paese.