Il cortometraggio di Matteo Bernardini, *The Cat & The Composer*, parte da un equivoco letterario del XIX secolo. Nel romanzo di E.T.A. Hoffmann, le biografie di un gatto e di un compositore si mescolarono per errore. Bernardini trasferisce questo caos narrativo all'animazione, facendo scontrare due storie, stili visivi e stati d'animo opposti. Con uno stile di cine illustrato e musica di Schumann, esplora temi romantici come il doppio e l'identità fratturata.
Tecnica di 'cine illustrato': linee nervose e texture collage 🎨
La tecnica visiva del corto evoca un quaderno di schizzi in movimento. Si impiegano linee irregolari e tratti che sembrano incompiuti, generando una sensazione di istantaneità. Le texture collage e i colori psichedelici si sovrappongono, definendo i due mondi che collidono. Questo approccio manuale e organico sottolinea la dualità della narrazione, dove l'assurdo e l'inquietante coesistono in ogni inquadratura, rinforzato dalla partitura musicale.
Quando la tua autobiografia si fonde con quella di un felino (e Schumann suona in sottofondo) 😼
Immagina il panico dell'editore quando si rende conto di aver rilegato le memorie di un compositore con il diario di un gatto. Bernardini non solo non corregge l'errore, ma lo celebra con tratti frenetici e colori allucinanti. È il sogno bagnato di qualsiasi artista tormentato: che la tua crisi esistenziale resti per sempre legata alle riflessioni di un micio sul salmone. Una lezione che i maggiori disastri tipografici possono dare opere più interessanti delle biografie corrette.