Una concentrazione insolita di 30 superpetroliere nel porto saudita di Yanbu segna l'inizio di un'operazione logistica su larga scala. Il blocco del traffico nel Golfo Persico, dopo attacchi iraniani, ha ridotto la produzione mondiale del 6% e ha collassato lo stoccaggio a terra. Questa flotta agisce come valvola di sfogo per portare il greggio sul mercato globale, evitando un'interruzione maggiore nell'approvvigionamento energetico.
Il oleodotto East-West, l'arteria che salva la situazione 🛢️
L'operazione è fattibile grazie all'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita, un'infrastruttura chiave di 1.200 km che attraversa il deserto. Permette di pompare greggio dai giacimenti del Golfo fino alla costa del Mar Rosso a Yanbu, eludendo completamente la zona di conflitto. Con una capacità fino a 5 milioni di barili al giorno, questo sistema consente di caricare le navi in modo continuo, mantenendo un flusso costante verso i mercati asiatici nonostante il blocco.
Dalla padella del Golfo al fuoco di Bab al-Mandab ⚠️
La soluzione ha un punto cieco. Una volta caricate a Yanbu, questi giganti del mare devono affrontare lo stretto di Bab al-Mandab, dove gli Houthi hanno dichiarato zona di caccia. Così il greggio riesce a schivare un blocco per navigare verso un altro possibile attacco. È come cambiare fila in un ingorgo: ti muovi di qualche metro, ma alla fine resti bloccato, solo che ora con più auto intorno e il rischio che qualcuno ti bucchi la gomma.