Cronache dello Spazio-Tempo: Carta, Stop-Motion e la Psiche Sdoppiata

Pubblicato il 30 March 2026 | Tradotto dallo spagnolo

Il film Spacetime Chronicles, del regista Stefano Bertelli, si erge come un affascinante caso di studio su come la materialità di una tecnica definisca una narrazione. Realizzato in modo artigianale con animazione stop-motion di carta, il film segue Fred in uno spazio liminale tra sogno e veglia. Il suo viaggio introspettivo si externalizza attraverso Freud, un gatto che personifica il suo inconscio, stabilendo una potente metafora visiva della psiche umana che solo questo mezzo artigianale poteva trasmettere con tale crudezza poetica.

Un gato de papel, Freud, guía a Fred por un paisaje onírico y desdoblado en stop-motion.

La Fragilità del Mezzo come Narrazione Visiva 🎞️

La scelta della carta non è meramente estetica, ma un pilastro narrativo fondamentale. Bertelli abbraccia deliberatamente la fragilità, le imperfezioni e la natura mutevole del materiale. Ogni ruga e piega negli scenari e nei personaggi smette di essere un difetto tecnico per diventare un linguaggio visivo che rafforza i temi centrali del film: l'instabilità della memoria e l'identità liquida. Questa decisione trasforma il mezzo stesso in un personaggio in più, dove la precarietà fisica del mondo di carta riflette l'instabilità psicologica del protagonista. Il processo stop-motion, fotogramma per fotogramma, conferisce una texture tangibile e una presenza unica che il digitale non può replicare, rendendo palpabile il viaggio emotivo.

Dal Cortometraggio all'Universo Emotivo Esteso 🌀

L'evoluzione del progetto, da un corto a una narrazione unificata di lungometraggio, sottolinea l'importanza della preproduzione e della pianificazione visiva nel cinema. Bertelli ha avuto bisogno di tempo non solo per costruire gli scenari, ma per tessere un'esperienza emotiva continua e coerente. Questo scalamento dimostra come un'idea visiva potente richieda uno sviluppo meditato per sostenere un arco drammatico completo, mantenendo l'essenza artigianale e la profondità simbolica, come l'autonomia del gatto Freud, in ogni fotogramma.

Come esplora 'Spacetime Chronicles' la relazione tra la materialità artigianale (carta e stop-motion) e la rappresentazione di stati psicologici frammentati nel cinema di animazione contemporaneo?

(PD: Il previz nel cinema è come lo storyboard, ma con più possibilità che il regista cambi idea.)