Britannica e Merriam-Webster fanno causa a OpenAI per copyright e danno reputazionale

Pubblicato il 17 March 2026 | Tradotto dallo spagnolo

Due pilastri della conoscenza enciclopedica, Britannica e Merriam-Webster, hanno presentato una causa contro OpenAI. Alegano un uso massiccio dei loro articoli protetti per addestrare modelli di IA come ChatGPT. L'accusa va oltre l'addestramento iniziale, indicando che le risposte generate possono copiare frammenti letterali. Introducono anche una rivendicazione per danno al loro marchio quando l'IA commette errori.

Una biblioteca digital en ruinas, con logos de Britannica y Merriam-Webster agrietados, mientras un haz de datos de IA los absorbe y genera texto plagado de errores.

Il RAG e la consulta in tempo reale: dove sta il limite dell'ispirazione? 🤔

La causa indica una sfumatura tecnica cruciale. Non solo si mette in discussione lo scraping iniziale dei dati, ma il funzionamento di sistemi che usano RAG (Retrieval-Augmented Generation). Questa tecnica consulta basi di dati esterne in tempo reale per generare risposte. Per i querelanti, quando ChatGPT usa questo metodo e riproduce paragrafi delle loro opere, si produce una copia diretta e non un processo trasformativo. Questo ridefinisce il dibattito sull'infrazione nel momento dell'inferenza, non solo dell'addestramento.

Quando l'IA allucina e ti dà la colpa 😅

La causa per violazione della legge sui marchi aggiunge una svolta pittoresca. Britannica argomenta che la sua reputazione di precisione viene macchiata quando ChatGPT inventa dati o dà risposte errate che gli utenti possono associare all'editore. Cioè, non solo prenderebbero il contenuto senza permesso, ma li renderebbero inoltre responsabili dei loro propri deliri. Un caso di appropriazione indebita di credibilità, con diritto a capriccio incluso.