Il cortometraggio animato Under The Lake, diretto da Juan Carlos Mostaza, debutta al Festival Tribeca 2026. Senza dialoghi, racconta la storia di un padre e suo figlio vicino a un lago, dove il bambino salva uno sconosciuto ferito, innescando una tesa catena di eventi. L'opera dimostra che si può raccontare una storia d'impatto solo con le immagini, paragonabile alla suspense del cinema live-action.
La sfida tecnica di narrare senza una sola riga di testo 🎬
Mostaza punta sull'animazione come veicolo narrativo puro, eliminando qualsiasi supporto verbale. La tensione si costruisce attraverso piani sequenza, espressioni facciali meticolose e una colonna sonora che guida il ritmo. Ogni movimento di macchina e dettaglio visivo deve portare il peso emotivo della storia. Il team di animazione ha lavorato con riferimenti al cinema di suspense classico per far sì che lo spettatore percepisca la minaccia senza bisogno di spiegazioni. È un esercizio di sintesi visiva che richiede precisione millimetrica in ogni fotogramma.
E tu, che non stai zitto nemmeno al cinema 🍿
Mentre il protagonista di Under The Lake riesce a generare tensione senza aprire bocca, molti spettatori non riescono a stare cinque minuti in silenzio guardando un film. Se questo corto fosse proiettato in una sala normale, sicuramente qualche spiritoso commenterebbe: Guarda, il bambino ha salvato la creatura, vedrai come la combinano. Per fortuna, al Tribeca si sentirà solo il suono del lago e il respiro trattenuto del pubblico. Peccato che poi, nei corridoi, nessuno si risparmi lo spoiler.