Uganda spegne la stampa: chiusura dei media per ordine militare

29 June 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Il capo militare ugandese, Muhoozi Kainerugaba, ha ordinato la chiusura del quotidiano Daily Monitor e dell'emittente NTV, sostenendo che non crede nella stampa libera. La misura, sostenuta da suo padre, il presidente Museveni, lascia i cittadini senza accesso a informazioni indipendenti e rafforza il controllo informativo nel paese, riducendo le voci critiche.

ufficiale militare in uniforme da combattimento in piedi davanti a una pressa tipografica fermata con la forza, rotoli di giornali bloccati a metà rotazione, un furgone televisivo con antenne tagliate, cavi che scintillano, operatori della stampa ammanettati a terra, forze di sicurezza che circondano l'ingresso dell'edificio, pagine di giornale che si disperdono nel vento, schermi della sala di controllo che mostrano staticità, stile cinematografico fotorealistico, illuminazione fluorescente dura, macchinari industriali metallici, ombre drammatiche, componenti meccanici ultra-dettagliati, atmosfera urgente, scena di chiusura del giornalismo distopico

La tecnologia del silenzio: censura digitale e reti sotto sorveglianza 📡

La chiusura dei media tradizionali è completata da un crescente controllo tecnologico. Le autorità hanno intensificato la sorveglianza sulle piattaforme digitali, utilizzando strumenti di monitoraggio per tracciare giornalisti e attivisti. La mancanza di accesso a informazioni veritiere spinge i cittadini a dipendere dai social network, dove censura e disinformazione sono all'ordine del giorno. Senza una stampa indipendente, la trasparenza si indebolisce e la libertà di espressione diventa un lusso per pochi.

Stampa libera: il nuovo nemico pubblico numero uno 😅

Sembra che in Uganda la stampa libera competa con le zanzare nella lista dei nemici del regime. Se chiudi un mezzo, la gente lo scopre da un altro; se li chiudi tutti, la gente lo scopre dai pettegolezzi del mercato. Ma certo, è più facile mettere a tacere i giornalisti che rispondere a domande scomode. Alla fine, l'unico titolo che sopravvive è quello che scrivono loro stessi.