Il nuovo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, ha generato dibattito per una decisione linguistica: evitare il termine alieno. Lo sceneggiatore ha optato per espressioni come forme di vita non umane o entità biologiche. L'obiettivo è che il pubblico non associ la storia alla fantascienza di serie B né ai dibattiti politici sull'immigrazione, dove la parola alieno viene usata per riferirsi a persone straniere.
Come un cambio di vocabolario modifica la percezione tecnica del racconto 🧠
La decisione linguistica risponde a un'impostazione narrativa: eliminando i termini popolari, si costringe lo spettatore a elaborare le informazioni da un'angolazione più razionale. La sceneggiatura utilizza descrizioni tipiche di un rapporto scientifico o di un documento classificato. Questo crea una distanza emotiva che potenzia il mistero e la credibilità. Non ci sono riferimenti a dischi volanti né a omini verdi; solo dati su organismi non identificati di cui si ignora l'origine.
Addio agli omini verdi: ora sono entità biologiche non umane 👽
Alla fine, risulta che ciò che prima chiamavamo extraterrestri ora sono forme di vita non umane. Sembra che Spielberg abbia ingaggiato un biologo per scrivere i dialoghi. Il pubblico non potrà più dire ho visto un alieno al cinema, dovrà pronunciare un solenne ho osservato un'entità biologica non identificata. Meno male che il botteghino non capisce i tecnicismi, altrimenti i cartelloni si riempirebbero di sussurri scientifici.