La Russia perde la corsa allintelligenza artificiale per colpa delle sanzioni e dei chip obsoleti

09 June 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Mentre Stati Uniti e Cina competono per dominare l'intelligenza artificiale, la Russia tenta di sviluppare i propri modelli come GigaChat e Alice AI. Ma la realtà è un'altra: senza accesso a chip avanzati né a talento sufficiente a causa delle sanzioni, i loro sistemi funzionano con tecnologia limitata e risultati mediocri. Persino la sua alleata Cina condivide solo hardware obsoleto.

Sala server russa abbandonata, due ingegneri riparano un enorme cluster GPU con dissipatori incrinati e cablaggio corroso, uno tiene un saldatore mentre l'altro indica un monitor tremolante che mostra una rete neurale frammentata, particelle di polvere fluttuano nella luce di emergenza fioca, chip obsoleti con etichette visibili di epoca sovietica, cavi aggrovigliati pendono dai rack, luci di emergenza blu fredde e ambrate, illustrazione tecnica cinematografica fotorealistica, ombre drammatiche, decadimento industriale iperdettagliato

Chip obsoleti e fuga di cervelli frenano lo sviluppo russo 🧠

Il blocco tecnologico impedisce alla Russia di produrre o importare semiconduttori di ultima generazione, essenziali per addestrare modelli di IA complessi. I pochi ingegneri specializzati rimasti emigrano verso paesi con condizioni migliori. Di conseguenza, GigaChat risponde con lentezza e frequenti errori, mentre Alice AI riesce a malapena a mantenere conversazioni basilari. Senza infrastrutture né investimenti, il progresso è quasi nullo.

GigaChat: l'assistente che ti risponde mentre prepara il tè ☕

Usare GigaChat è come chiedere un caffè istantaneo a una degustazione di baristi: funziona, ma non aspettarti sorprese. Mentre ChatGPT risolve problemi complessi, il modello russo si prende il suo tempo per suggerirti l'ora del tè. Alice AI, da parte sua, sembra una stagista timida che sa solo ripetere frasi fatte. Almeno, se l'IA fallisce, puoi sempre dare la colpa alle sanzioni.