Salvataggio in grotta italiana: dodici ore intrappolato a centoventi metri

01 June 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Uno speleologo di 20 anni ha vissuto un'esperienza estrema in una grotta italiana quando una roccia gli ha intrappolato la gamba a 120 metri di profondità. Il blocco, staccatosi durante la sua esplorazione, lo ha immobilizzato per dodici ore. Più di 50 soccorritori sono riusciti a liberarlo utilizzando cuscini pneumatici per spostare la pietra. Il giovane è uscito camminando con supporto ed è stato trasportato in ospedale.

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Cuscini pneumatici: la tecnologia che ha spostato una montagna 🏔️

Il soccorso ha combinato esperienza umana con strumenti di precisione. I cuscini pneumatici, progettati per sollevare carichi pesanti in spazi ristretti, sono stati inseriti sotto la roccia. Gonfiati in modo controllato, hanno generato la forza necessaria per spostare il blocco senza causare crolli. Questo metodo, comune nei crolli strutturali, ha dimostrato la sua efficacia in un ambiente sotterraneo, dove ogni movimento doveva essere calcolato al millimetro per non aggravare la situazione.

La pietra che ha scelto il giorno sbagliato per cadere 😅

Il giovane speleologo sicuramente ora pensa: poteva cadere qualsiasi roccia, ma doveva essere proprio quella che mi schiacciasse la gamba. Meno male che le squadre di soccorso non erano in vacanza. Con 50 persone che muovevano i cuscini, la pietra non ha avuto scelta. Alla fine, il ragazzo è uscito camminando, anche se con la certezza che le grotte non perdonano. Certo, per la prossima volta, meglio portare un martello pneumatico tascabile.