L'Autorità per i Mercati e la Concorrenza del Regno Unito ha emesso un ordine vincolante affinché Google consenta ai proprietari di siti web, come giornali e media digitali, di impedire che i loro contenuti vengano utilizzati nelle funzioni di ricerca con intelligenza artificiale, come AI Overviews. Questa decisione mira a bilanciare il controllo degli editori sui propri dati rispetto all'avanzamento degli strumenti automatizzati di Google.
Il meccanismo tecnico dietro l'esclusione dei dati ⚙️
Google dovrà implementare un sistema tecnico che consenta ai siti web di utilizzare tag di esclusione, simili a quelli già esistenti per il tracciamento delle ricerche tradizionali. Questi tag, come noindex o robots.txt, ora potranno essere applicati specificamente per impedire che l'IA di Google estragga frammenti o addestri modelli con i contenuti. Gli editori potranno configurare i propri server per bloccare l'accesso dei crawler di intelligenza artificiale, il che comporta cambiamenti nell'infrastruttura di indicizzazione di Google e nel modo in cui i suoi algoritmi elaborano le informazioni pubbliche.
L'IA ora chiede il permesso, come un bambino in un negozio di caramelle 🍬
Ora scopriamo che l'intelligenza artificiale, quella che tutto sa e tutto può, deve chiedere il permesso per usare i testi dei giornali. È come se un robot superdotato arrivasse a casa tua, bevesse il tuo latte e usasse il tuo wifi senza chiedere, e all'improvviso gli dicessi: ehi, chiedi il permesso prima di saccheggiare il frigorifero. Google dovrà mordersi la lingua algoritmica e accettare che non tutto ciò che brilla su internet è suo.