Il sistema operativo libero realizzato in Rust, Redox OS, è riuscito a eseguire il desktop Xfce, lasciandosi alle spalle l'instabile MATE. La comunità lo celebra come un passo avanti verso un'alternativa reale a Windows o Linux. Tuttavia, per il cittadino comune che cerca di abbandonare i sistemi commerciali, la realtà è un'altra: il sistema continua a non essere utilizzabile per la vita quotidiana. Compilare manualmente i driver e la mancanza di supporto per l'hardware commerciale sono barriere che non vengono menzionate negli annunci trionfali.
L'abisso tra il desktop e l'ufficio quotidiano 🖥️
Tecnicamente, portare Xfce su Redox OS implica che il sistema può gestire finestre, menu e un file manager di base. Ma qui finiscono le buone notizie. Il kernel di Rust non offre ancora driver stabili per grafica 3D, audio o reti wireless. Ciò significa che, sebbene il desktop abbia un aspetto pulito, l'utente non potrà riprodurre un video su YouTube, collegare una stampante USB o utilizzare una suite per ufficio come LibreOffice senza incorrere in blocchi. La realtà è che il progetto, dopo anni di sviluppo, rimane un laboratorio accademico per appassionati di Rust, non uno strumento per il cittadino.
Il desktop più bello per non fare nulla 🚗
Redox OS ora ha un desktop dall'aspetto gradevole, quasi come quello di Linux. Il problema è che, quando lo apri, ti rendi conto che è come avere una Ferrari senza motore: tanta luce, ma non ti muovi dal garage. L'utente che scarica la ISO sperando in un'alternativa a Windows si troverà di fronte a un sistema che gli chiede di compilare il proprio driver WiFi mentre il browser (se riesce a installarlo) rimane bianco. Un progresso tecnico che gli sviluppatori vendono come una grande notizia per attirare donazioni, ma che in pratica serve solo a far sentire bene i fan di Rust mentre guardano un pannello Xfce vuoto.