Politici e sette: la stessa merda di colore diverso

02 June 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Ascolti un politico parlare di corruzione e punta sempre il dito verso l'altra parte. Ma se gratti un po', vedi che tutti giocano allo stesso gioco: dirottare fondi, distribuire favori e scaricare le responsabilità. In qualsiasi setta o gruppo chiuso, la colpa è sempre di chi sta dall'altra parte. Non importa il partito, il metodo è identico: tu rubi, ma io sono quello buono. Una dinamica tanto prevedibile quanto stancante.

Due figure identiche con abiti e colori diversi, una blu e una rossa, si puntano il dito a vicenda davanti a uno specchio rotto che riflette la stessa ombra allungata e monete che cadono nel vuoto.

Algoritmi di corruzione: il codice che non mente 🖥️

Se analizzassimo i processi di corruzione come se fossero linee di codice, vedremmo schemi ripetuti. Un ciclo infinito di promesse vuote, variabili che non vengono mai pulite e funzioni che restituiscono sempre lo stesso risultato: il proprio tornaconto. Nello sviluppo software, quando due moduli fanno la stessa cosa, si refactorizza. In politica, i partiti sono cloni che competono per vedere chi esegue il bug più redditizio. La differenza tra gli uni e gli altri è solo il nome della variabile.

Manuale del buon settario: come dare la colpa al vicino 🎭

Per essere un politico di successo bastano solo tre passi: 1) Ruba con discrezione, 2) Quando ti beccano, grida che l'altro ruba di più, 3) Ripeti fino a quando vai in pensione con pensione dorata. È come un videogioco dove vince sempre chi si nasconde meglio. La gente crede che ci siano squadre diverse, ma tutti usano lo stesso cheat code: l'impunità. E nel frattempo, noi paghiamo l'abbonamento.