Morin e la complessità di vivere centoquattro anni

04 June 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Lo storico Pascal Ory ha ricordato il sociologo Edgar Morin, scomparso a 104 anni, come un pioniere con una sensibilità singolare nel cogliere lo spirito di ogni epoca. La sua eredità sul pensiero complesso e l'interdisciplinarità ha cambiato il nostro modo di comprendere la società e la cultura, invitandoci a riflettere su come adattarci ai cambiamenti senza perdere la curiosità.

Edgar Morin seduto a una scrivania vintage davanti a tre monitor che mostrano diagrammi interconnessi, mentre tiene in mano un libro antico aperto, fogli di carta con appunti manoscritti sparsi, una tazza di caffè fumante, lampada da scrivania che illumina il suo volto pensieroso, sfondo con scaffali di libri e un mappamondo, stile cinematic photorealistic, illuminazione calda da studio, texture di carta invecchiata, profondità di campo morbida, colori seppia e grigio-azzurro, atmosfera contemplativa.

Pensiero complesso come metodologia di sviluppo 🧠

Morin ha proposto un approccio che integrava discipline come la biologia, la sociologia e la filosofia per affrontare problemi globali. In ambito tecnologico, questa visione si traduce in metodologie come il design sistemico o l'intelligenza artificiale contestuale, dove i dati non vengono isolati ma messi in relazione con il loro ambiente. La sua influenza è chiara nei team che applicano l'interdisciplinarità per risolvere sfide complesse, evitando soluzioni lineari che ignorano le variabili umane e culturali.

Il pensatore che ci ha detto che tutto è connesso (e anche il WiFi) 🌐

Morin ci ha insegnato che caos e ordine coesistono, cosa che qualsiasi informatico scopre cercando di riparare un server un venerdì pomeriggio. La sua idea che il tutto è più della somma delle parti spiega perché il tuo router funziona meglio quando non lo fissi intensamente. Alla fine, il pensiero complesso è come un codice aperto: tutti credono di capirlo finché non tocca debuggarlo.