Meta ha annunciato di aver bloccato un attacco di phishing da parte di NSO Group su WhatsApp e ha presentato un'ordinanza per oltraggio alla corte. L'annuncio suona come una vittoria, ma la storia dimostra che NSO continua a creare exploit che WhatsApp rileva solo dopo che giornalisti e attivisti sono già stati spiati. L'azione legale è più un gesto che una soluzione reale.
Exploit di NSO: il protocollo di Meta rimane il tallone d'Achille 🛡️
Gli exploit di NSO Group sfruttano vulnerabilità nel protocollo di crittografia di WhatsApp, spesso tramite chiamate perse o file dannosi. Meta afferma di chiudere le falle dopo ogni attacco, ma non può o non vuole controllare il proprio codice in modo preventivo. Nel frattempo, NSO vende i suoi strumenti a governi che richiedono silenzio tecnico, lasciando gli utenti esposti a un malware che muta più velocemente delle patch.
Meta chiede regolamentazione: il lobbista travestito da salvatore 🎭
Meta presenta l'ordinanza per oltraggio alla corte come se fosse uno scudo per i cittadini, ma sembra più un annuncio di autopromozione. L'azienda chiede regolamentazioni più severe che, curiosamente, solo i giganti possono rispettare. Nel frattempo, NSO continua a vendere i suoi giocattoli ai governi, e l'utente comune crede che il suo WhatsApp sia sicuro perché ha letto un bel titolo. Alla fine, l'unico a vincere è Meta, che trasforma un problema di sicurezza in materiale di marketing.