L'Unione Europea ha approvato la sua normativa migratoria più restrittiva fino ad oggi, autorizzando la creazione di centri di deportazione al di fuori dei suoi confini. Un eurodeputato ha sottolineato che inizia un'era di espulsioni di massa, con perquisizioni domiciliari, periodi di detenzione prolungati e divieti di ingresso. Per i cittadini, l'obiettivo è frenare l'immigrazione irregolare e rafforzare la sicurezza, utilizzando la pressione commerciale affinché i paesi di origine accettino i propri cittadini deportati.
Tecnologia di sorveglianza: il nuovo braccio digitale della politica migratoria europea 🛰️
L'attuazione di questa legge si basa su sistemi avanzati di identificazione biometrica e banche dati centralizzate come Eurodac. È previsto l'uso di droni e telecamere con riconoscimento facciale ai valichi di frontiera, nonché algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare i modelli di mobilità. Questi sistemi permetteranno di incrociare i dati dei richiedenti asilo con le liste di controllo, accelerando le deportazioni. L'infrastruttura tecnica, tuttavia, solleva dubbi sulla privacy e sul possibile pregiudizio algoritmico nel processo decisionale.
Il ritorno a scuola delle deportazioni: annota, registra ed espelli 📝
Tutto sembra indicare che l'UE abbia deciso di applicare il metodo del diario scolastico: prima annoti chi non rispetta le regole, poi controlli il suo zaino (o la sua casa) e, se non ha i compiti in regola, lo rimandi a casa con una nota di espulsione. La differenza è che qui la nota la firma un giudice e lo scuolabus è un aereo noleggiato. Tutto per la sicurezza, naturalmente. E perché, come dice il proverbio, i confini sono come i compiti: se non li fai, rimani senza ricreazione.