La presidenta Prohens posa all'Alcudiamar, sorriso fermo e yacht sullo sfondo. Sostegno al settore nautico, dicono. Creazione di posti di lavoro, promettono. L'immagine è perfetta per il turismo di lusso. Il problema è che quei posti di lavoro sono precari e stagionali, e la saturazione delle coste non può più reggere. Mentre i dirigenti festeggiano, i residenti non riescono ad affittare un appartamento ad agosto. La foto vende bene, ma la realtà non entra nell'inquadratura.
L'algoritmo del lusso: come la tecnologia ottimizza l'esclusione 🖥️
Il settore nautico di lusso utilizza tecnologia all'avanguardia: app per la gestione degli ormeggi, sistemi di previsione meteorologica e piattaforme di prenotazione per superyacht. Ma questa efficienza digitale non arriva ai posti di lavoro che genera. Camerieri, marinai e addetti alle pulizie vivono di contratti temporanei e stipendi bassi. Mentre le grandi aziende ottimizzano i loro ricavi con software di ultima generazione, l'economia locale rimane legata alla stagionalità. La tecnologia qui non democratizza; consolida un modello in cui i profitti salgono verso l'alto e la precarietà resta a terra.
L'economia della posa: yacht sì, frigoriferi pieni a gennaio no 🥶
Prohens sorride al porto mentre le barche brillano al sole. La foto è così perfetta che quasi si sentono i bicchieri di cava. Ma quando arriverà gennaio, quelle stesse barche saranno in secca e i camerieri disoccupati. Il turismo nautico di lusso è come un filtro di Instagram: tutto sembra ideale finché non ingrandisci l'immagine. Un porto pieno di yacht non riempie il frigorifero di nessuno in bassa stagione. Ma certo, questo non si vede nella foto ufficiale. E la politica posa dove il sole illumina, non dove l'ombra stringe.