Con il 98,2% dei verbali scrutinati, Keiko Fujimori ottiene il 50% dei voti contro il 49,9% di Roberto Sánchez. La differenza è di soli 1.303 suffragi, il che mantiene l'incertezza sul vincitore. Ci sono denunce di irregolarità che potrebbero ritardare i risultati ufficiali fino a metà luglio. La cittadinanza affronta un'attesa prolungata in mezzo a una tensione politica che non cessa.
Sistemi di conteggio e la fragilità del voto elettronico 🖥️
Il sistema di scrutinio peruviano dipende da verbali fisici e un software di trasmissione dati. Con margini così stretti, qualsiasi errore di digitazione o ritardo nel caricamento genera sfiducia. L'ONPE utilizza un sistema di verifica con codici QR e firme digitali, ma la lentezza nel restante 1,8% evidenzia che l'infrastruttura tecnologica non è progettata per risolvere rapidamente le controversie. La mancanza di un voto elettronico robusto obbliga a revisioni manuali che allungano il processo.
Il dramma di aspettare un vincitore con 1.303 voti di vantaggio ⏳
Mentre i politici si accusano di frode e i tecnici revisionano i verbali, i peruviani scoprono che una manciata di voti può cambiare il destino del paese. È come una partita di calcio dove il VAR controlla il fuorigioco di un gol per un mese. La pazienza si esaurisce, ma almeno i meme sui social media mantengono il morale alto. Alla fine, il vincitore sarà chi ha il miglior team di avvocati, non di sviluppatori.