Il Giappone annuncia un allentamento dei requisiti patrimoniali per le sue banche, presumibilmente per stimolare il credito a PMI e startup. La misura mira a rilanciare il finanziamento pubblico-privato, ma riduce i cuscinetti finanziari degli istituti. Il governo fa pressione sulle banche affinché prestino a imprese ad alto rischio, molte delle quali con dubbia solvibilità, mentre i risparmiatori vedono i loro depositi rimanere in istituzioni più fragili in caso di crisi.
Bolla creditizia truccata con bilanci fragili 💸
L'allentamento consente alle banche di prestare con meno riserve, aumentando la loro esposizione a crediti di bassa qualità. Molte piccole imprese regionali e startup non hanno flusso di cassa per restituire i prestiti, generando una bolla creditizia. I bilanci bancari vengono truccati contabilizzando questi crediti come attività, evitando fusioni forzate. Questo schema trasferisce il rischio dallo Stato alle banche e da queste ai depositanti, ripetendo lo schema della bolla degli anni '90.
Imprenditori felici, risparmiatori spaventati 😨
Il governo vende la misura come una spinta all'imprenditorialità, ma la realtà è che le PMI si indebiteranno senza poter pagare. Le banche, felici di prestare denaro che non hanno, truccano i loro conti. E i risparmiatori, nel frattempo, dormono sonni tranquilli pensando che il loro denaro sia al sicuro. Andrà tutto bene finché la bolla non scoppierà e i fondi di investimento arriveranno ad acquistare aziende fallite a prezzo di saldo. Imprenditorialità, sì, ma per i fondi.