Google annuncia che la sua intelligenza artificiale genera già il 75% del suo nuovo codice. Tuttavia, durante l'evento più importante dell'azienda, i suoi stessi ingegneri si prendevano gioco dello strumento su un social network interno. La cifra, lungi dall'essere un traguardo, è una metrica gonfiata che nasconde una realtà scomoda: l'IA rimane un'assistente goffa che genera più lavoro di quanto ne risparmi.
Il 75% di codice spazzatura di cui nessuno parla 🤡
Quella percentuale include autocompletamenti di funzioni banali, commenti e righe di test che spesso vengono eliminate. Gli ingegneri umani continuano a progettare l'architettura globale e, soprattutto, a dedicare ore a correggere errori assurdi introdotti dall'IA. Google ha bisogno di mantenere questa finzione per giustificare investimenti milionari e il suo valore in borsa, ma la realtà è che i programmatori passano più tempo a sistemare il codice spazzatura che a scrivere da zero.
L'IA è goffa, ma il marketing è esperto 😅
Mentre Google vende fumo agli investitori, gli ingegneri ridono sotto i baffi. L'IA suggerisce righe isolate che sembrano fantastiche finché non provi a compilarle e scopri che ha creato un loop infinito o una variabile inesistente. Il cittadino legge il titolo e pensa che i programmatori siano sul filo del rasoio. La realtà è che lo strumento ha ancora bisogno di una babysitter, e quella babysitter è un ingegnere con caffeina e pazienza infinita.