George Lucas voleva salvare Howard the Duck con Robin Williams digitale

10 June 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Nel 1986, Howard the Duck arrivò nei cinema come una delle scommesse più ambiziose di George Lucas. La critica lo stroncò e il pubblico lo ignorò, trasformandolo in un sonoro fallimento. Anni dopo, Lucas considerò una versione speciale in cui l'anatra sarebbe stato un personaggio digitale con la voce di Robin Williams. L'idea non si materializzò mai, ma l'anatra ebbe brevi cameo nei film Marvel. Una curiosità di intrattenimento senza impatto pratico.

George Lucas reviewing a digital Howard the Duck prototype on a vintage 1990s monitor, Robin Williams holographic face projected over the duck model while Lucas adjusts a motion capture rig, wires connecting to an early CGI workstation, keyboard with glowing keys, studio dimly lit with blue screen backdrop, cinematic engineering visualization, photorealistic technical render, dramatic contrast between analog film equipment and digital display, action of hand moving a joystick controlling the duck s beak movements

Il piano tecnico per un'anatra digitale con voce da leggenda 🦆

La proposta di Lucas prevedeva di sostituire il costume animatronico e l'attore all'interno del costume con un modello generato al computer. In quell'epoca, la tecnologia digitale per personaggi realistici muoveva i primi passi, con esempi limitati in produzioni come The Abyss. Williams avrebbe apportato il suo caratteristico registro vocale, ma l'alto costo e le limitazioni tecniche della fine degli anni Ottanta frenarono il progetto. Rimase una bozza senza sviluppo concreto.

L'anatra che quasi parla come Genio, ma senza lampada 🎭

Immaginate Robin Williams che presta la sua voce a un'anatra spaziale di plastilina digitale. Avrebbe potuto essere il primo esperimento di un personaggio animato con l'energia frenetica dell'attore. Ma il destino fu saggio: il pubblico aveva già visto abbastanza anatra parlante per una vita. Alla fine, Howard rimase nell'oblio, e Williams trovò miglior fortuna su un tappeto magico. Un aneddoto che nessuno ha chiesto e che non è mai accaduto.