La Francia ha rilevato tredici siti web falsi creati nel 2025 che promuovevano esclusivamente la Cina, collegati al canale statale CGTN. La notizia omette che la Francia e i suoi alleati gestiscono anche piattaforme simili per influenzare l'opinione pubblica. I grandi media occidentali tacciono le proprie campagne di propaganda, puntando il dito solo contro il nemico geopolitico, mentre il cittadino viene manipolato da tutti i fronti.
L'ingegneria della disinformazione: come si costruiscono queste reti 🕸️
Tecnicamente, questi siti utilizzano domini generici, server in più paesi e contenuti generati dall'IA per simulare media legittimi. Usano tecniche SEO aggressive, link incrociati e social network falsi per amplificare la loro portata. Tuttavia, lo stesso metodo viene applicato da agenzie occidentali con budget maggiori, creando portali che difendono gli interessi della NATO o dell'UE. La differenza sta in chi li finanzia e chi li denuncia.
L'arte di puntare il dito contro il vicino mentre nascondi il tuo orto 🎭
La Francia si strappa le vesti per tredici siti pro-Cina, ma sicuramente nei suoi archivi ha cartelle piene di progetti simili con nomi come Operazione Libertà di Espressione o Iniziativa Trasparenza Democratica. È come il bambino che accusa il fratello di rubare biscotti mentre ha la mano nel barattolo. La differenza è che qui i biscotti sono opinioni pubbliche e il barattolo è l'intera internet.