I computer quantistici promettevano di risolvere problemi impossibili per i classici, ma la realtà è che restano macchine capricciose. Un recente guasto in un sistema IBM ha dimostrato che la decoerenza non perdona nemmeno nei laboratori più avanzati. I qubit, quelle particelle che esistono in più stati contemporaneamente, hanno deciso di collassare nel momento peggiore possibile, lasciando i ricercatori con dati senza senso e una bolletta di elio liquido che fa male.
Correzione degli errori: il tallone d'Achille del calcolo quantistico 🛑
Il problema sta nel fatto che i qubit sono estremamente sensibili al rumore ambientale. Una vibrazione, un fotone perso o una fluttuazione termica bastano per distruggere l'informazione. I sistemi attuali richiedono centinaia di qubit fisici per simulare una manciata di qubit logici stabili. La correzione degli errori quantistici resta il principale collo di bottiglia, e ogni nuovo guasto ricorda che la tecnologia non è pronta per applicazioni commerciali serie, solo per esperimenti controllati.
Il mio PC degli anni '90 era più affidabile di questo cassetto quantistico 💻
Mentre il computer quantistico si prende un caffè quantistico (che c'è e non c'è nella tazza), il mio vecchio Pentium II continua ad avviarsi senza battere ciglio. Gli ingegneri spendono milioni in refrigerazione e isolamento, ma alla fine il sistema si guasta perché un quark ha avuto una brutta giornata. La cosa peggiore è che quando chiedi cosa sia andato storto, ti rispondono che l'errore è in una sovrapposizione di stati e non possono precisarlo. Insomma, nemmeno loro sanno dove hanno sbagliato.