L'editore del New York Times ha puntato il dito direttamente contro le aziende di intelligenza artificiale per aver utilizzato i suoi contenuti giornalistici senza permesso né compenso. Definisce questa pratica un furto sfacciato che mina l'economia dei media. Per i cittadini, ciò significa che se i ricavi calano, si ridurranno i reporter e diminuirà la produzione di notizie originali, mettendo a rischio l'accesso a un giornalismo di qualità.
Come l'IA si nutre del lavoro altrui 🤖
I modelli linguistici come GPT o Claude vengono addestrati su vasti set di dati estratti dal web, inclusi articoli a pagamento. Questo processo, noto come web scraping, non distingue tra contenuti liberi e protetti. Le aziende di IA sostengono che si tratti di uso equo, ma gli editori affermano che è un'appropriazione massiccia. Senza licenze né accordi, i creatori di contenuti vedono i loro testi generare profitti per terzi senza ricevere un solo centesimo.
L'IA impara a scrivere, ma non a pagare l'abbonamento 💸
Sembra che l'intelligenza artificiale abbia imparato a scrivere notizie, ma non abbia ancora capito concetti basilari come pagare il giornale. Mentre i robot scrivono riassunti di articoli che non hanno acquistato, i giornalisti in carne e ossa vedono il loro lavoro trasformarsi in foraggio digitale gratuito. Forse il prossimo passo sarà insegnare all'IA a usare la carta di credito, anche se sicuramente si dimenticherà la password.