I produttori europei hanno deciso di concentrarsi su modelli di alta gamma e margini sostanziosi, abbandonando il segmento di ingresso. Questo vuoto è stato colmato da marchi come BYD, che in pochi anni hanno moltiplicato le loro vendite in Europa fino al 552%. I dazi non hanno frenato questa tendenza, lasciando i cittadini con meno opzioni locali accessibili e una crescente concorrenza cinese.
La strategia cinese: efficienza produttiva e batterie proprie 🏭
BYD controlla tutta la sua catena del valore, dalle batterie Blade all'assemblaggio finale. Ciò consente di ridurre i costi senza dipendere da fornitori esterni. Nel frattempo, gli europei subappaltano componenti chiave e mantengono stabilimenti con bassa flessibilità. Il risultato è che un'auto elettrica cinese può costare il 30% in meno rispetto a una equivalente di Stellantis o Volkswagen, con un'autonomia simile e una dotazione di serie più completa.
La mossa vincente: vendere a buon mercato in un continente caro 💰
I dirigenti europei hanno creduto che il cliente medio avrebbe preferito un'utilitaria da 30.000 euro piuttosto che una cinese da 18.000. Errore. A quanto pare, la gente non vuole pagare di più per il logo di un marchio che non produce più nel proprio paese. Ora, mentre Bruxelles discute di dazi, BYD vende più auto di Renault in alcuni mercati. Ironie del capitalismo: abbandonare le masse affinché un altro le serva.