Tillie Walden recupera nel suo graphic novel Charity & Sylvia la storia vera di due donne che formarono una coppia stabile nel Vermont nel 1807. Il libro mostra come, nonostante le voci e le critiche dell'epoca, riuscirono a costruire una vita piena. È un promemoria che le relazioni LGBTQIA+ non sono un'invenzione moderna, ma una realtà storica che merita di essere raccontata. 📖
Il motore narrativo di Tillie Walden: disegno e documentazione ✍️
Walden utilizza uno stile grafico di linee pulite e vignette ampie per trasmettere la quotidianità della coppia. La documentazione storica è precisa: si basa su diari personali e registri locali per ricostruire la loro casa e le loro routine. L'autrice evita il dramma esagerato, optando per una narrazione visiva che privilegia i gesti e i silenzi. È un lavoro tecnico che bilancia la finzione biografica con il rigore d'archivio.
Il vicinato: tra pettegolezzi e ipocrisia rurale 🏘️
La cosa divertente è che i vicini del 1807 usavano le stesse tattiche di oggi: sguardi di traverso, sussurri nella taverna e frasi come quanto sono vicine quelle due. Ma mentre loro si scandalizzavano, Charity e Sylvia condividevano letto e raccolto da 40 anni. Alla fine, il paese tacque e loro andarono avanti. La storia dimostra che l'amore trova sempre il modo di eludere i ficcanaso.