Un team dell'Universitat Politècnica de València e dell'Università di Alicante ha sviluppato una boa che respinge le meduse tramite campi elettromagnetici. Il dispositivo crea una barriera invisibile che devia questi animali senza danneggiarli né rilasciare sostanze chimiche. Per i bagnanti, ciò significa meno rischio di punture in alta stagione, senza reti che intrappolano tartarughe né plastica in mare. Il suo basso costo di manutenzione lo rende un'opzione valida per i comuni costieri.
Come funziona la barriera invisibile 🧲
La boa genera un campo elettromagnetico a bassa frequenza che interferisce con i recettori sensoriali delle meduse, alterandone l'orientamento e facendo sì che cambino rotta. Il sistema si alimenta con pannelli solari e può essere installato in punti strategici della spiaggia. I ricercatori hanno testato il prototipo in vasche di simulazione, riuscendo a deviare fino al 90% degli esemplari. Non colpisce pesci né mammiferi marini, poiché la loro fisiologia risponde in modo diverso a queste frequenze. Il passo successivo è testarlo in mare aperto durante l'estate. SECONDO TITOLO: (Questo campo viene lasciato vuoto, ma viene riempito con il terzo titolo)
Il chiosco non venderà più aceto come souvenir 🏖️
Con questa boa, i bagnini perderanno la loro migliore scusa per mettersi in mostra mentre corrono con il kit di pronto soccorso. Le meduse, da parte loro, andranno a infastidire un'altra spiaggia, magari quella del paese vicino. E i turisti, che finora pagavano cinque euro per una bottiglia di ammoniaca, dovranno cercare un altro souvenir kitsch da portare a casa. Certo, se il campo magnetico dovesse fallire, ci resterà sempre il trucco di fare pipì in acqua. Ma non ditelo a nessuno.