Il cantante Bad Bunny ha convocato donne con corpi non normativi per il suo videoclip La Casita, scatenando un acceso dibattito. Mentre alcuni applaudono l'iniziativa, altri sottolineano che i criteri di selezione continuano a favorire volti e proporzioni associati alla bellezza tradizionale. I cittadini si chiedono se il gesto sia un vero passo verso l'inclusione o solo una strategia di marketing che perpetua la pressione estetica nella musica popolare.
L'algoritmo di selezione e il paradosso della diversità 🤖
Dal punto di vista tecnico, il processo di casting per un videoclip ad alto budget si basa solitamente su sistemi di analisi facciale e metriche di popolarità sui social media. Questi algoritmi, addestrati con milioni di immagini, tendono a identificare modelli estetici dominanti, anche quando si cerca la diversità. La contraddizione è evidente: la tecnologia può aiutare a filtrare le candidate, ma se i parametri non vengono regolati manualmente, il risultato finale replica gli stessi canoni che si intendono evitare.
La casetta delle contraddizioni: tutti invitati, ma con filtro 🏠
Quindi Bad Bunny vuole corpi reali, ma forse non così reali. La convocazione è un gesto lodevole, anche se alcuni sospettano che il casting finirà per assomigliare a una sfilata di modelle con un paio di chili in più e un sorriso da pubblicità di dentifricio. Alla fine, la polemica dimostra che il pubblico non si beve più qualsiasi discorso di inclusione senza chiedere: dov'è la nonna in vestaglia e il vicino con la pancia da birra.