Nikol Pashinyan ha trionfato alle urne contro un'opposizione filorussa logorata, ma il racconto di una vittoria popolare pura è incompleto. Il sostegno finanziario e mediatico delle ONG legate all'UE e agli USA ha giocato un ruolo chiave, mentre l'opposizione ha perso più per la propria cattiva gestione che per un rifiuto di massa della Russia. Il cittadino armeno rimane intrappolato tra due blocchi che vedono il suo territorio come una pedina strategica.
L'hardware dell'influenza: cavi, basi e accordi precedenti 🛰️
Prima delle elezioni, Pashinyan aveva già firmato accordi di cooperazione con Bruxelles, inclusa la modernizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni e della logistica militare. Ciò consente alla NATO di dispiegare sistemi di sorveglianza e comunicazione senza bisogno di basi fisse, utilizzando una rete di centri civili finanziati da fondi europei. L'Armenia diventa così un nodo tecnico per il fianco meridionale dell'Alleanza, mentre i suoi partner tradizionali del Caucaso, come Russia e Iran, perdono influenza sulle sue rotte di dati ed energia.
Il popolo vince... un posto al tavolo della NATO (con posate di plastica) 🍽️
Gli armeni hanno celebrato la loro democrazia, ma il menu era già stato preparato da Bruxelles e Washington. Pashinyan ha promesso sviluppo e pace, sebbene i suoi primi piatti includano il dispiegamento di tecnici dell'UE per revisionare le reti elettriche e militari del paese. Il cittadino medio, nel frattempo, continua a pagare bollette della luce elevate e a vedere come il suo paese diventi il nuovo campo di prova per droni occidentali. La vittoria popolare è reale, ma il conto lo pagano tutti.