Evan Mobley, centro dei Cleveland Cavaliers, non è un giocatore convenzionale. Il suo impatto difensivo e la sua mobilità per un uomo di 2,13 metri lo rendono una rarità nella NBA. Questa analisi in 3D scompone i suoi strumenti tecnici: il tempismo per il blocco, l'ampiezza del passo nel cambio di direzione e la lettura degli spazi nel pick and roll. Non è un prodigio offensivo, ma la sua capacità di alterare i tiri è di primissimo livello.
La biomeccanica delle sue braccia estensibili in difesa 🏀
La chiave di Mobley risiede nella sua apertura alare (2,26 m) combinata con una cadenza di salto ritardata. Nell'analisi 3D, si osserva come mantenga il busto eretto mentre sposta i piedi lateralmente. Non salta al primo finto; aspetta il momento esatto per estendere il braccio verticalmente. Questo gli permette di stoppare senza commettere fallo, usando la geometria del corpo per coprire gli angoli. Il suo baricentro basso gli dà vantaggio nei cambi di ritmo contro le ali. È un manuale di fisica applicata.
Quando Mobley prova a palleggiare e si ricorda di essere un centro 😅
In attacco, la sua gestione della palla è un dramma in tre atti. L'analisi 3D mostra come, affrontando in post basso, il suo primo movimento sia brillante; il secondo, dubbioso; il terzo, un passaggio di emergenza. A volte sembra un cerbiatto appena nato sui pattini: le gambe vanno da una parte, la palla dall'altra. Ma ehi, se stoppa 2 tiri a partita e segna 16 punti, che continui a ballare. La NBA perdona la goffaggine se difendi come un polpo.